Dal suo arrivo al Manchester United nel 2022 alla rinascita al Betis, passando per la “delusione”.
Antony è stato acquistato dal Manchester United per circa 95 milioni di euro, una somma che lo ha collocato tra i trasferimenti più costosi della storia del club. Questo investimento ha inevitabilmente creato grandi aspettative nei suoi confronti. Era visto come il colpo decisivo per rinforzare il reparto offensivo, soprattutto considerando che Erik ten Hag lo conosceva bene dopo averlo allenato all’Ajax, dove aveva dimostrato di essere un giocatore di talento. Ma la sua adattabilità alla Premier League si è rivelata un ostacolo: questo è infatti un campionato noto per la sua velocità, fisicità e alta intensità e Antony non è riuscito a integrarsi immediatamente nel gioco del Manchester United, mostrandosi prevedibile e spesso in difficoltà nel rendersi pericoloso. Nonostante alcune sue giocate di classe, come il goal contro l’Arsenal, è venuta meno la costanza, fattore principale delle critiche su di lui. I tifosi hanno notato che Antony non è riuscito a essere il trascinatore che ci si aspettava. Ad alimentare la delusione sono state la sua mancanza di impatto nelle partite decisive e la difficoltà nel creare assist e occasioni per i compagni. Essendo la concorrenza nel reparto offensivo del Manchester United molto feroce, Antony, con 12 goal in 96 partite, non è riuscito a guadagnarsi un posto stabile tra i titolari.
La rinascita in Spagna
A fine Gennaio Antony è atterrato a Siviglia e dal suo arrivo ha mostrato una notevole ripresa. Ha segnato il suo primo goal contro il Celta Vigo (nella sconfitta per 3-2) e nelle prime 11 partite ha fatto 3 goal e partecipato ad altrettanti 8. L’attaccante brasiliano associa il suo miglioramento all’ambiente favorevole della città, che ha tirato fuori il suo meglio. Non sono mancati gli incidenti: il 25 Febbraio scorso è stato espulso contro il Getafe per un intervento giudicato pericoloso. L’allenatore Manuel Pellegrini ha espresso più volte apprezzamento per Antony, sottolineando il suo contributo significativo alla squadra e la sua determinazione nell’affermare il suo valore nel calcio europeo. Ciò che più evidenzia la fiducia dell’allenatore cileno nel suo attaccante, è il non sapersi spiegare il suo basso rendimento in Inghilterra, chiaramente al di sotto delle sue potenzialità.
Ecco le dichiarazioni del brasiliano:
Quando mi chiedono se sento la pressione rispondo che, spesso da bambino, non avevo cibo né scarpe per giocare. Gioco per tutti quelli che sono rimasti nelle favelas. Mi è capitato di giocare partite in cui gli avversari erano spacciatori e, si, avevo paura. Qua al Bestis ho ritrovato me stesso, finalmente sono felice. Non potevo prendere decisione migliore: Siviglia è simile al mio Brasile… La cucina, le persone e il sole, che ha ripreso a splendere nella mia vita